Safari in Sudafrica

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PARLIAMO DI

Safari in Sudafrica: un’esperienza obbligatoria se si visita il Paese africano. L’unico Paese nel mondo dove non solo è possibile vedere i Big 5 addirittura i Big 7. Ecco la mia esperienza corredata di alcuni consigli utili per vivere al meglio questa emozione.

Fare un safari in Sudafrica significa immergersi in una natura selvaggia e incontaminata capace di emozionare ovunque la si guardi.
In questo meraviglioso Paese è possibile fare numerosi tipi di safari da quelli classici di “terra” a quelli meno convenzionali di “mare”. A differenza della maggior parte degli altri Paesi africani il Sudafrica è l’unico dove è possibile vedere in natura i BIG 7 ovvero i sette animali più pericolosi e leggendari del Pianeta. 
In questo articolo faccio chiarezza su cosa aspettarsi da un safari in Sudafrica e ti racconterò alcune curiosità e le difficoltà che è possibile incontrare.

Quando si sceglie di fare un viaggio in Sudafrica è naturale pensare immediatamente al Safari.
Nonostante il Paese offra una serie infinita di cose da fare è proprio il Safari il punto di forza del Sudafrica e l’attrazione più richiesta
. Un Paese nel quale non solo è possibile vedere in natura i leggendari Big Five ma addirittura è possibile ammirare i Big Seven (i sette animali più grandi e pericolosi del continente africano).

Fare un safari è di un’esperienza che nulla ha a che vedere con quelle che è possibile fare anche in Italia in alcuni parchi a tema (parchi che dopo aver fatto un vero safari non vorrai più vedere…) ma che comporta regole e attenzioni che è indispensabile seguire e rispettare. Se poi sia ha, come il sottoscritto, un evidente problema motorio è consigliabile conoscere tutte le informazioni possibili per arrivare preparati ad una delle esperienze più belle ed emozionanti che potrai fare nella vita.

Big Five, Big Seven… facciamo chiarezza!

Se ti approcci per la prima volta al mondo dei Safari probabilmente non avrai mai sentito parlare dei Big Five e probabilmente neppure dei Big Seven. Ebbene Big Five è un termine che viene utilizzato in Africa per identificare i cinque animali più grandi del continente africano. Con questo termine però non ci limitiamo solo alla taglia e alle dimensioni dell’animale ma anche alla difficoltà di cacciarlo e ucciderlo.

La parola Big Five cominciò ad essere utilizzata proprio in Sudafrica, principalmente nei parchi sudafricani dove i coloni andavano a caccia e si riferiva al Big Five Game, il gioco dei cinque grandi che tutto era tranne che un gioco.

Il Big Five Game era una competizione fra i cacciatori che si sfidavano per vedere chi riuscisse ad uccidere tutti gli animali più pericolosi dell’Africa per poi riempire le proprie abitazioni con i “trofei” di caccia. Il Big Five Game diventò velocemente una vera e propria sfida senza confini e furono in molti a dirigersi proprio nelle savane del Sudafrica, ricchissimo di quegli animali, per tentare di ucciderli. I Big Five sono: il leone, l’elefante, il leopardo, il bufalo e il rinoceronte.

Dopo qualche tempo fu deciso di coniare un nuovo termine, Big Seven, che amplia la lista di animali più grossi e difficili da cacciare con la balena e lo squalo bianco. Al mondo esiste un unico luogo dove si possono trovare tutti e sette gli animali: il Sudafrica.

Dove si possono fare i Safari in SudAfrica?

In Sudafrica è possibile fare 3 tipi di safari. Vediamo di cosa si tratta.

Safari in 4X4
Il safari classico, quello che viene praticato a bordo di veicoli 4X4 capaci di girare senza problemi nella savana.
Il più famoso è senza dubbio è quello che si può fare nel Parco nazionale del Kruger al quale si affiancano altrettanto emozionanti safari che è possibile fare nelle riserve private immediatamente confinanti al Kruger.

Safari in barca
I safari in barca invece si possono fanno nella Walker Bay, la baia non lontano da Cape Town e punto di osservazione privilegiato dei fantastici squali bianchi, forse l’animale più difficile da vedere in natura.

Safari a piedi
Forse non sai che il Sudafrica è anche l’unico Paese del mondo nel quale è possibile vedere le balene comodamente da terra senza prendere barche. Per avvistare le balene è possibile percorrere la “Whale Route”, una strada costiera costellata da cittadine caratteristiche, famose in tutto il Sudafrica per essere ottimi punti di osservazione dalla terraferma.
Le cittadine ideali per l’avvistamento delle balene sono Betty’s Bay, Kleimond, Hermanus, Pringle Bay e Stanforde Gansbaai.
Il punto panoramico per eccellenza è sicuramente Hermanus, una piccola e pittoresca cittadina affacciata sulla costa dell’Oceano.

I mezzi di trasporto per fare un safari

Ogni tipo di Safari, sia che sia nelle savane che in pieno Oceano, necessita di un preciso mezzo di trasporto. Tralasciando quindi il Safari che è possibile fare a piedi (per l’avvistamento delle balene) nel quale l’unico mezzo di trasporto saranno le vostre gambe (supportate nel mio caso anche da protesi) ecco i due principali mezzi di trasporto in dettaglio.

Jeep 4×4

Le caratteristiche Jeep che vengono usate dai ranger sudafricano sono veicoli che possono trasportare ben dieci clienti più l’autista e il ranger che avvista gli animali che trova posto sul cofano.
Sono mezzi praticamente inarrestabili che permettono di procedere senza problemi nelle strade di terra battuta e permettono di fare piccoli guadi e dei fuoristrada anche di media difficoltà quando si rende necessario seguire un animale.
La caratteristica che più colpisce è quella di essere completamente privo di protezioni e quindi apparentemente pericoloso per l’incolumità dei passeggeri. 

Il perché è presto detto: Queste Jeep scoperte vengono utilizzate prevalentemente nelle riserve private dove gli animali sono abituati alla loro presenza. E’ fondamentale rimanere seduti quando siamo vicini ad un animale potenzialmente pericoloso: rimanere uniti e tutti alla stessa altezza permette di essere percepiti dall’animale come un animale più grosso di lui e non come 12 persone da aggredire. Ecco perché è indispensabile rispettare le regole di comportamento ed evitare gesti avventati come urla, alzarsi in piedi o, peggio, scendere dal mezzo senza autorizzazione.

Valutazione accessibilità: medio/scarsa.
Per chi ha problemi di deambulazione la salita e la discesa risultano scomode e faticose anche se troverete sempre qualcuno pronto ad aiutarti. Per un disabile in sedia a rotelle pieghevole è indispensabile utilizzare il posto anteriore (è necessario comunque un aiuto per salire in quanto il mezzo è molto alto) mentre chi non può lasciare la propria sedia a rotelle non potrà salire in nessun modo in quanto il mezzo non è predisposto per disabilità più gravi.

Lo SlashFin

Lo Slashfin è l’imbarcazione specifica per andare ad avvistare il grande squalo bianco: la sua aerodinamica unita alla sua incredibile potenza e stabilità le permettono di  tagliare l’acqua e sopportare senza sforzo le condizioni più estreme del mare.
La barca può ospitare comodamente 40 passeggeri più l’equipaggio alla volta.
Dotata di due ponti (collegati da una doppia scala sui lati opposti per offrire un facile accesso verso il ponte superiore) al suo interno sono presenti servizi igienici, un armadio spogliatoio per una maggiore privacy e un 

comodo cassetto per alimenti centrale in cui sono conservate le confezioni per il pranzo, snack, acqua e rimedi per il mal di mare. Una volta giunti a destinazione la barca si aggancia ad apposite gabbie galleggianti ancorate al fondo del mare nelle quali è possibile scendere per godersi lo spettacolo degli squali che nuoteranno a pochi centimetri di distanza (se sarai fortunato vedrai lo squalo bianco altrimenti arriveranno altre specie di squalo). 

Valutazione accessibilità: scarsa.
Per chi ha problemi di deambulazione la salita e la discesa risultano scomode ma lo staff è sempre qualcuno pronto ad aiutarti. Per chi usa sedia a rotelle (pieghevole o fissa) la salita e la discesa si rivelano estremamente difficili: la barca non è attrezzata per disabilità gravi e anche la discesa in acqua non risulta accessibile

Emozioni vere e consigli pratici

Che tu salga a bordo di un fuoristrada o di una imbarcazione la prima volta che affronti un safari rimarrà impressa per sempre nei tuoi ricordi più belli. Animali che sei abituato a vedere nei documentari o in qualche zoo adesso si materializzano davanti a te, nel loro habitat naturale, lasciando che la Natura si mostri nel suo lato più bello. Cosa aspettarsi da un safari? Alcune considerazioni.

 Una buona dose di fortuna è fondamentale
Un safari non è come andare in un parco naturalistico o in uno zoo. Gli animali (per fortuna) sono liberi di andare dove preferiscono e non sempre amano farsi vedere o stare vicino alle strade sterrate battute dai fuoristrada. Ancora più difficile quando si parla di safari in Oceano dove lo spazio a disposizione è praticamente infinito. Sebbene sia praticamente certa la possibilità di vedere un gran numero di animali in libertà per riuscire a vedere le specie più rare spesso è necessario anche essere fortunati.
Un consiglio? Fidati dei rangers e dei marinai. Sono proprio loro le prime persone a sperare nel buon esito dell’escursione (un cliente insoddisfatto è un cliente in meno) e faranno di tutto per trovare più animali possibili.   

Non essere impaziente
Partecipare ad un safari non significa fare una gara di velocità. La Natura ha i suoi tempi che devono essere rispettati e che possono non coincidere con i nostri. La ricerca di un animale, soprattutto quello più raro, richiede tempo e tanta pazienza. Molto spesso ti troverai a passare momenti (anche interminabili) nei quali non riuscirai a vedere nessun animale (o magari sempre i soliti…). Questo non significa che il safari sarà un disastro ma semplicemente che in quel momento non ci sono animali in quel punto. I rangers non si incaponiscono nello stesso luogo e ne cercheranno uno migliore.
Un consiglio? Non farti sopraffare dalla noia in quei momenti ma continua a cercare e guardarti intorno. Ti renderai conto che anche ammirare quei panorami meravigliosi e immensi è parte stessa dell’emozione di fare un safari.

I percorsi sono casuali? Non proprio
I rangers o i marinai cercheranno in tutti i modi di convincervi che ogni incontro è casuale e fortuito. Se è pur vero che una dose di fortuna è importante è anche vero che conoscono come le loro tasche la riserva o il parco e sanno esattamente quali sono le zone dove la possibilità di vedere un preciso animale è maggiore o minore. Considera che un safari generalmente è fatto da più mezzi di trasporto che si dividono praticamente fin dall’inizio battendo zone diverse. Il primo che vedere qualcosa generalmente avvisa tutti gli altri riuscendo così a far vedere a tutti gli stessi animali.
Non stupirti quindi che una serie di safari sia un crescendo continuo di avvistamenti: il fatto che nel primo safari tu veda antilopi e giraffe e negli ultimi gli animali più feroci è un’abile strategia per coinvolgere sempre di più il cliente.
Un consiglio? Non rovinarti la poesia immaginando safari “pilotati” in quanto è sempre la Natura che comanda e se decide che un certo animale non è il momento di vederlo non lo vedrai. Fidati. Sappi solo che gli organizzatori conoscono tutte le regole per soddisfarti. Quindi prepara la macchina fotografica perché vedrai davvero di tutto!

Poche regole ma che devono essere rispettate
Sarò ripetitivo ma un buon esito di un safari dipende anche da te. Un comportamento poco ortodosso rischia di rovinare l’esperienza a te (per primo) e a tutti gli altri. Quindi evita di urlare, alzarti dalla jeep, scendere senza autorizzazione, usare il flash della macchina fotografica, chiamare o dare da mangiare ad un animale selvatico. Oltre ad essere estremamente pericoloso per la tua incolumità e quella degli altri è un buon motivo per far scappare gli animali stessi.
Un consiglio? Goditi il silenzio (o al massimo sussurra ai tuoi compagni di viaggio), rimani seduto e scatta foto. Lascia che siano gli animali e il vento a parlare per te.

Mattina o pomeriggio? 
I safari si fanno generalmente all’alba e al tramonto (e la mattina presto con la barca) in quanto sono i momenti della giornata dove la fauna è più attiva e sono più facili gli avvistamenti. Prima dell’alba si vedono comportamenti diversi rispetto al tramonto e entrambi i momenti meritano di essere vissuti.
Un consiglio? Il safari pomeridiano ha un momento che non ha quello mattutino e che considero uno dei più affascinanti: il tramonto. Assistere al tramonto nella savana che inizia a brulicare di animali è una delle cose più belle che vedrai. 

Quanto dura un safari e quanti safari sono necessari per vedere il maggior numero di animali?
Un safari tendenzialmente dura dalle due alle tre ore. Quello mattutino termina generalmente quando il sole inizia a farsi sentire mentre quello pomeridiano inizia a metà pomeriggio e termina al tramonto. Non c’è un numero consigliato di safari da fare per riuscire a vedere tutti gli animali. Magari ne basta uno o magari neppure dopo dieci non siamo riusciti a vedere tutto.
Diverso è il discorso per le escursioni in barca dove visti i costi elevati si tende a non farne mai più di uno. O la va o la spacca.
Un consiglio? generalmente i lodge organizzano tutti due safari al giorno. Considera che una permanenza minima in un lodge dentro una riserva è di tre giorni e su quella vengono basati i programmi completi dei safari. Riuscire a fare dai cinque ai sei safari significa vedere praticamente tutto e nei tempi giusti.

Cosa portare con sé?
A seconda della stagione è necessario un abbigliamento adeguato. Tendenzialmente i safari si organizzano in primavera/estate quindi l’abbigliamento leggero è obbligatorio anche se non va dimenticato di coprirsi sempre gambe e braccia per evitare punture di insetti. Sconsigliata quindi la t-shirt o il pantalone corto.
Un consiglio? Non scordarti la macchina fotografica e, se il tempo è instabile, anche un k-way. Sebbene il numero di animali si riduca drasticamente un safari non si ferma con la pioggia e stare qualche ora sotto la pioggia battente senza protezioni non è gradevole… 

Parco nazionale o riserva privata?
Bella domanda. Il purista del safari non andrebbe mai in una riserva chiusa ma questo non vuol dire che non sia la scelta più giusta. Il parco regala panorami immensi e la Natura è assoluta protagonista (il Kruger Park per esempio è un parco immenso) mentre le riserve private sono ricavate in spazi meno estesi e chiusi dall’esterno da recinzioni. Se ci limitassimo a dire solo questo non ci sarebbe storia ma tieni presente una cosa: nelle riserve ci sono gli stessi animali del parco ed il fatto che siano in un posto più piccolo rende gli avvistamenti più facili e frequenti, cosa che in un parco non è garantita. Altra considerazione: quando parlo di un territorio più piccolo non pensare a uno zoo: si parla sempre di centinaia e centinaia di ettari a disposizione. Anche con cinque safari non riuscirai a vedere la riserva nella sua totalità.
Un consiglio? Se è la prima volta che fai un safari prediligi la riserva privata. Vivrai le stesse emozioni, vedrai la stessa vegetazione e incrocerai più animali a parità di tempo a disposizione di un parco immenso come il Kruger. Se torni una seconda volta in Sudafrica allora alloggia e fai i safari nel parco e confronta tu stesso.

Gli animali più famosi che è possibile avvistare in un Safari

Il motivo principale di fare un safari, che sia in terra o in mare, è proprio quello di trovarsi di fronte agli animali più famosi e affascinanti del continente africano. Ecco l’elenco dei più famosi animali che con un pizzico di fortuna potrai vedere in SudAfrica.

Il leone

Il re della foresta, l’animale simbolo di un intero continente: stiamo parlando dei felino più famoso, il leone.
Il leone africano, noto come Panthera Leo, è uno dei predatori mammiferi più grandi al mondo, nonché uno degli animali più caratteristici dell’africa. Oggi purtroppo i leoni sono in serio pericolo e se ne contano davvero pochi, proprio a causa dei cacciatori di frodo e della riduzione continua del suo habitat naturale.

La mia esperienza: fra tutti gli animali che è possibile vedere in un safari il leone è indubbiamente quello che mi ha trasmesso più emozioni in un colpo solo. Brivido, paura, rispetto, ammirazione, trovarsi di fronte ad un leone   

provoca un turbinio di emozioni che lascia davvero a bocca aperta. Abbiamo avuto la fortuna di vedere una coppia (che si è avvicinata davvero di pochi metri alla nostra jeep proseguendo oltre, una femmina incinta che cercava un posto sicuro dove iniziare il travaglio e 3 giovani leoni che iniziavano ad imparare l’arte della caccia.
Favoloso!

L’elefante

Quando si è pensa all’Africa uno dei primi animali che viene in mente è sicuramente l’elefante, il più grande mammifero vivente. L’elefante africano, che si differenzia da quello indiano principalmente per le maggiori dimensioni che possono raggiungere anche i 6-6,5m di lunghezza e un’altezza al garrese di circa 3,2 – 3,5 m per un peso che varia dai 3800 ai 5100 kg. L’elefante è stato uno degli animali più cacciati e che ancora oggi molti cacciatori di frodo cercano di uccidere sia per mera soddisfazione personale che per rivendere il preziosissimo avorio di cui sono formate le zanne.

La mia esperienza: Il mio contatto con un branco di elefanti è stata la cosa più emozionante che abbia provato in Sudafrica. Abbiamo avuto la fortuna di incrociare un branco di otto esemplari (con un piccolo) che si è avvicinato alle nostre jeep incuriosito dal tetto in tela che avevamo montato per ripararsi dalla pioggia. La loro imponenza fa gelare il sangue e ci si sente tremendamente piccoli di fronte a questo incredibile pachiderma. 

Il leopardo

Il Panthera pardus, noto più comunemente come leopardo, è uno degli animali più belli del mondo, molto simile al giaguaro per via del manto fulvo costellato da rosette.
Il leopardo è un super predatore che nonostante il peso leggerissimo, appena 60 kg, è in grado di far tremare la maggior parte degli animali africani.

La mia esperienza: siamo riusciti ad avvistare il leopardo proprio l’ultimo giorno e la soddisfazione è stata tanta. Il leopardo è sicuramente l’animale terrestre più difficile da vedere in quanto predilige stare sugli alberi e raramente lo possiamo vedere camminare in terra.
Per riuscire a vederlo è assolutamente indispensabile 

affidarsi alla bravura e all’esperienza del ranger che cerca gli animali davanti alla jeep. Non fosse stato per lui non saremmo mai stato in grado di vederlo, soprattutto all’inizio. L’animale più bello fra tutti quelli che ho avuto la fortuna di vedere nei safari.

Il ghepardo

Lungo sino a m 1,50, muso corto, testa tondeggiante, corporatura molto slanciata e lunghi arti atti alla corsa il ghepardo è l’unico felide che, almeno in età adulta, possiede unghie non retrattili. La sua pelliccia è di color ocraceo, fittamente maculata, con una piccola criniera sulla linea mediana del collo. Agilissimo, il ghepardo è un corridore d’eccezione, detenendo il primato di velocità tra tutti i Mammiferi: può infatti raggiungere per brevi tratti i 113 km/h.

La mia esperienza: nei nostri safari in Sudafrica ne abbiamo visti tre pacificamente sdraiati intenti a riposarsi. È stato il primo felino che abbiamo visto e l’emozione nel vederlo è  

stata forte sebbene mi abbia dato l’impressione di essere un gattone da accarezzare piuttosto che la macchina da caccia che lo ha reso famoso in natura.

Il bufalo

Il Bufalo nero, noto anche con il nome di Bufalo Cafro, è uno dei pochi animali al mondo in grado di difendersi anche dai leoni, i più pericolosi predatori della Savana.
Il Bufalo è dotato di una forza indescrivibile e di possenti corna che riescono a scacciare anche i predatori più agguerriti. Può raggiungere lunghezze anche di 250 cm e pesare fra i 700 e i 1000kg. 

La mia esperienza: ne abbiamo visti diversi durante i nostri safari e per fortuna non ci hanno mai dato l’impressione di essere particolarmente aggressivi. La loro stazza è impressionante e non fatico a pensare la paura che debba trasmettere quando deve difendersi dai grandi predatori.

Il rinoceronte

Il Diceros Bicornis, conosciuto come il rinoceronte, è l’animale più pericolo e violento che vi sia nella savana.
Proprio per questo motivo il rinoceronte è stato uno degli animali ad essere più colpito dalla caccia e gli esemplari si sono ridotti drasticamente. Proprio per questa ragione l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha classificato il rinoceronte come specie minacciata in stato critico, pericolosamente a rischio di estinzione.

La mia esperienza: non ne abbiamo visti molti e tutte le volte, proprio come i bufali, hanno dato l’idea di essere degli enormi pachidermi intenti ad essere più interessati al cibo che alla nostra presenza. Trovarseli a pochi metri di 

distanza regala forti emozioni. Uno degli anomali più affascinanti che ho avuto la fortuna di vedere nei safari sudafricani.

Il coccodrillo

Dotato di un corpo è allungato e idrodinamico ricoperto di squame, solitamente di colore scuro sul dorso e chiaro sul ventre il coccodrillo possiede una testa triangolare dotata di narici all’estremità della mascella e occhi sporgenti. La lunga coda è appiattita verticalmente e perciò adatta al nuoto.

La mia esperienza: durante il giorno si riposano, da bravi rettili, a prendere il sole completamente immobili sulle rocce oppure a pelo dell’acqua.
L’emozione nel vederli dal vivo è stata mitigata dal fatto che non ci siamo mai avvicinati più di tanto ma siamo rimasti sempre a debita distanza.

L’ippopotamo

L’ippopotamo è sicuramente uno dei più grandi mammiferi terrestri viventi, secondo solo all’elefante e ad alcuni rinoceronti. I maschi adulti raggiungono anche i 5 metri di lunghezza e un’altezza al garrese di 150 cm. Per quanto riguarda il peso, in media gli ippopotami si attestano su 1.500-1.800 kg ma non sono rari vecchi individui che superano le tre tonnellate. Per evitare l’essiccamento della pelle, l’ippopotamo trascorre le ore diurne più calde in acqua dove rimane gran parte del giorno a riposare. Nonostante la mole, per brevi tratti l’ippopotamo può correre fino a 40 km/h. Tale capacità unita alla mole e al temperamento molto aggressivo fanno si che non abbia 

nemici naturali e costituisca una seria minaccia anche per l’uomo.

La mia esperienza: posso dire di essere stato molto fortunato con gli ippopotami. Tendenzialmente si vedono completamente immersi in acqua ma noi abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una passeggiata di un grosso esemplare a pochi metri dal nostro fuoristrada. Emozione pura! 

Che esperienza! Le mie considerazioni finali

venire in Sudafrica e non fare un safari è davvero un peccato. Un safari ti lascia qualcosa dentro che non scorderai mai più ed è l’unico modo per riuscire ad avere almeno un’idea di come sarebbe la vita se la Natura fosse l’unica è decidere il nostro destino e non l’uomo che la sta deturpando sempre di più ogni giorno che passa.

Che sia un leone nella savana o uno squalo in pieno Oceano le emozioni saranno le stesse e meritano di essere provate entrambe.

Capitolo accessibilità: sebbene non abbia provato personalmente tutti i parchi e le riserve private mi sono fatto un’idea abbastanza esaustiva sulle difficoltà che un disabile o comunque una persona con difficoltà motorie debba affrontare in un safari. Le difficoltà non sono poche: sebbene i lodge siano molto spesso attrezzati e perfettamente fruibili anche ad un disabile in carrozzina sono i mezzi di trasporto a non esserlo.
Mentre le barche che partono alla ricerca degli squali hanno i medesimi problemi di accessibilità di una barca comune (con l’aggravante che scendere nelle gabbie è un’operazione quasi impossibile per un disabile in carrozzina) i safari in 4X4 utilizzano fuoristrada molto alti e scomodi per una persona in sedia a rotelle o comunque con evidenti problemi di deambulazione. 

Se hai problemi di deambulazione, più o meno gravi, informati bene con il tour operator di riferimento o direttamente alla struttura dove pernotterai per capire bene come affrontare le problematiche di accessibilità che rischiano di non farti godere a pieno dell’emozione di un safari in Sudafrica.
Un’esperienza unica nel suo genere e talmente emozionante che consiglio, con i dovuti accorgimenti, davvero a tutti.

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