Nomadi del deserto

Marocco • Dicembre 2016
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In breve

Prima che il nomadismo in Marocco scompaia per sempre, e con esso le incredibili tradizioni associate, non lasciatevi sfuggire l’opportunità di conoscere una famiglia berbera che fa parte di un gruppo di nomadi del deserto. Un’esperienza unica.

Fino ad una decina di anni fa il sud del Marocco e con esso le montagne dell’Atlante erano popolati da popolazioni che praticavano nomadismo.

Queste popolazioni, prevalentemente berbere, vivevano come nomadi praticando e tramandando l’arte della pastorizia allevando capre e dromedari in un perenne spostamento ricerca di zone idonee a far pascolare i loro animali.

Il progressivo aumento del problema della siccità che ha colpito il Marocco del sud (con il conseguente aumento del fenomeno della desertificazione) e non solo ha provocato una diminuzione significativa di zone adatte al pascolo che sono diventate sempre più scarse.
La conseguenza principale di questa problematica è stata quella di modificare lo stile di vita di queste popolazioni trasformandole progressivamente da nomadi a sedentarie al fine di poter apprendere e modificare l’antico stile di vita trasformandolo in qualcosa di più redditizio che permettesse una vita più dignitosa senza patire la fame.

I nomadi berberi in Marocco vivono in tende fatte di lana di dromedario e capra, soluzione esposta pesantemente agli agenti atmosferici (il caldo ed il freddo si fanno sentire) e si presentano grandi e suddivise in due parti, una per le donne e l’altra per gli uomini.
La zona centrale è preposta alla cucina e al fuoco e lateralmente c’è spazio per conservare cibo e materiale vario.

La maggior parte delle volte le tende vengono montate nel deserto pietroso, non in quello sabbioso, dove è più difficile vivere a causa della sabbia.

Normalmente i nomadi difficilmente vivono soli ma prediligono la vita con altre famiglie, riunite in clan, con le quali dividere gioie e difficoltà di una vita così dura.
Anche i matrimoni vengono celebrati tra di loro, un modo anche di mantenere vive le proprie tradizioni.

Un clan nomade può rimanere nella stessa zona anche per diversi mesi, o anni, a seconda della disponibilità dei pascoli.
Una volta terminato il cibo a disposizione per gli animali, la famiglia si sposta, compiendo talvolta anche tragitti molto lunghi nel deserto e trasportando le proprie cose con carretti trainati da asini.

Una giornata tipo di un nomade berbero?
Gli uomini si svegliano all’alba e accompagnano le capre e i dromedari al pascolo per tutto il giorno e possono percorrere anche diverse decine di chilometri al giorno.
Le donne invece partono all’alba con l’asino e i bimbi più piccoli al seguito per andare a prendere l’acqua nel pozzo più vicino e la legna per fare il fuoco. Al loro ritorno cucinano, si occupano dei bambini e si dedicano anche ad attività come l’arte del cucito.

I ragazzini fino dai 6 anni aiutano i genitori portando al pascolo le capre senza però allontanarsi troppo dall’accampamento.
I bambini non vanno a scuola ma stanno molto a contatto con la mamma e il resto della famiglia.

I nomadi quindi non hanno molte comodità a livello di abitazione e vita, ma sicuramente a livello di rapporti sociali hanno ancora la capacità di crearne di molto stretti a differenza della società alla quale siamo abituati.

Un appunto molto importante è quello che i nomadi conducono questa vita semplice ma anche molto dignitosa per scelta e non perché sono troppo poveri per permettersene una migliore. Si tratta di un vero e proprio stile di vita che viene tramandato di generazione in generazione e che merita il massimo rispetto da parte di ognuno di noi.

Non chiedetemi come raggiungerli né come trovarli: in mezzo al deserto senza punti di riferimento apparenti solo le guide riescono a trovarli.

Impossibile non verificare che le condizioni di vita in pieno deserto sono davvero proibitive: rispetto e la stima per questa popolazione che riesce, nonostante tutto, a vivere degnamente e si dimostra estremamente cordiale.

Bimbi festosi e curiosissimi ci circondano senza però essere opprimenti: nei loro occhi c’è fierezza ed orgoglio. Le madri, indaffarate nella tessitura di abiti tipici si dimostrano accoglienti e disponibili anche se molto silenziose rivolgendoci la parola solo quando necessario.

Non esistono barriere architettoniche all’interno di un villaggio di nomadi berberi: l’accessibilità è garantita a tutti.

Foto dei nomadi del deserto

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