Algarve

aprile 2019

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IN BREVE

  • Assenza barriere architettoniche
  • Strutture ricettive
  • Accessibilità turistica

Dimmi di più

Il mio viaggio in Algarve, una delle regioni più belle del Portogallo: informazioni e consigli utili per un un viaggio comodo e perfettamente accessibile anche ad un portatore di handicap motorio. Parola di ProprioInGamba!

L’Algarve, la regione più meridionale del Portogallo è una delle mete turistiche più ricercate dal turismo per una serie di motivi: bellezza dei luoghi, clima temperato tutto l’anno, mare pulitissimo e ricco di pesce.

Un viaggio in Algarve rappresenta l’occasione per ammirare piccoli paesini caratteristici, morbidi altopiani, valli poco profonde e città ricche di opere d’arte e di Azulejos, le piastrelle dipinte a mano presenti in moltissime chiese e palazzi che derivano dalla cultura araba.

Un luogo affascinante e rilassante che vale la pena essere visitato.
La domanda però è: la disabilità motoria può essere un problema per visitare l’Algarve

Scopriamolo in questo articolo!

Si decide di fare un viaggio in Algarve per una serie di motivi: dal clima mite quasi tutto l’anno, con temperature oltre i 20° anche ad ottobre, alla bellezza delle sue spiagge, alcune delle quali così ricche di fascino e dall’atmosfera che ti entrano dritte nel cuore senza darti neppure il preavviso. 

L’Algarve è una regione dalla tradizione gastronomica ricca e interessante dove il ritmo della vita quotidiana rallenta e ovunque si respira un’aria malinconica tipica del popolo portoghese.

La Spagna così vicina geograficamente ma anche così lontana nei suoi usi e costumi non è mai riuscita ad estirpare l’orgoglio di un popolo, quello portoghese, nato per viaggiare, esplorare ma così geloso delle proprie tradizioni.

Il modo migliore di visitare l’Algarve è l’auto, un mezzo con il quale potrai raggiungere spiagge, paesini e località non collegate con i mezzi pubblici. Affittare un’auto è semplice: Faro, la capitale della regione, dispone di un ottimo aeroporto dove è possibile noleggiare l’auto più adatta alle vostre esigenze

Le strade in Algarve sono in ottime condizioni e la segnaletica chiara. Ad eccezione delle città più popolose (Faro e Albufeira in testa) non troverai alcun problema legato al traffico durante l’anno ad eccezione dei mesi tradizionalmente più affollati, come luglioagosto.

Le strutture alberghiere sono di ottimo livello. Negli ultimi anni l’Algarve è diventata una meta gettonata per pensionati che arrivano ogni parte d’Europa attratti da un favorevole regime fiscale e le strutture si sono adeguate sul tema barriere architettoniche.
È sempre più facile trovare un hotel perfettamente attrezzato anche per un disabile con difficoltà motorie anche gravi.

Le attrazioni ed i punti di interesse più importanti e gettonati sono perfettamente accessibili a tutti a parte rare eccezioni.
Capitolo spiagge: trovarne di attrezzate non è un’impresa difficile e l’offerta è varia.
Difficili da raggiungere solo calette e le spiagge scogliose soprattutto nella parte occidentale della regione: la presenza di evidenti barriere naturali le rende spesso difficili da raggiungere anche chi non ha problematiche di deambulazione.

Luci e ombre sulle cose che è possibile fare: non tutte le escursioni, soprattutto quelle in mare, dispongono di mezzi attrezzati per ogni tipo di disabilità motoria. Infine alcune strutture di carattere storico, come chiese o castelli, non sono accessibili nella loro totalità. Praticamente tutte permettono però l’accesso, seppur limitato anche ad un disabile in sedia a rotelle.

In generale l’Algarve ha davvero un ottimo livello di accessibilità e per un disabile motorio, anche in sedia a rotelle, è possibile godere di servizi, strutture e spiagge di questa meravigliosa regione del Portogallo.

Algarve in pillole

Accoglienza

In Portogallo l’apparezza spesso inganna: a prima vista la popolazione non sembra essere particolarmente accogliente e ospitale ma più si riesce a conoscerli e più ci si rende conto dell’esatto contrario.
I portoghesi per definizione sono un popolo chiuso nelle proprie tradizioni e poco propenso a ridere e scherzare (impressionante la differenza fra un portoghese e un vicino spagnolo sotto questo punto di vista).
Ovunque si respira un’aria dal sapore malinconico, sottotono: spesso si ha quasi la sensazione di disturbare parlando.
Il ritmo della vita, soprattutto nei piccoli borghi dell’Algarve, è calmo e rilassato. Scavando più a fondo si inizia a conoscere gente vera, disponibile e particolarmente educata che fa della cortesia il punto di forza: non a caso l’espressione ‘com licença‘ (letteralmente “scusami”) è usata in ogni situazione.
L’esplosione del turismo e l’arrivo di una nuova categoria di residenti (i pensionati europei e non solo) ha permesso a questa regione di sviluppare un nuovo spirito di accoglienza superiore che nel resto del Paese.

Cibo

La cucina portoghese è tra le più sottovalutate d’Europa. A torto però: è una delle più appetitose. Come tutti i paesi mediterranei il Portogallo vanta una cucina ricca di cibi tipici freschi e saporiti. Il re assoluto è il pesce, in particolare il baccalà e il polpo. Non mancano però piatti di carne e taglieri di salumi e formaggi.

È però la cataplana il piatto tipico algarvio, un piatto dalle origini molto antiche.

La cataplana si riferisce sia alla pentola apposita che viene usata sia alla particolare modalità di cottura, a vapore.

Le sue origini affondano alla dominazione araba nordafricana: l’equivalente della pentola cataplana è tuttora usato in Africa ed è il famoso “Tajine”.

Gli ingredienti della cataplana possono essere I più svariati tipi di pesce e crostacei, ma a volte viene preparata anche con carne di maiale. Immancabili cipolla, patate, aglio, coriandolo e spezie.

Denaro

Il costo della in Algarve, un tempo davvero irrisorio per noi italiani, è purtroppo in aumento: è il rovescio della medaglia della politica portoghese che ha reso questa regione particolarmente attraente ad un turismo non mordi-e-fuggi ma più stanziale.
Sebbene i costi dei servizi e del cibo siano nettamente inferiori agli standard di una grande città italiana negli ultimi anni i prezzi hanno subito un’impennata verso l’alto allineandosi a molti altri Paesi europei.

In valigia

In Algarve la parola d’ordine è… caldo!
Pensa che la temperatura media più alta in Algarve sono i 30°C di luglio e quella più bassa è di 15° a gennaio: questi significa che non mi affannerei troppo a mettere in valigia troppa roba pesante.
Fondamentale però un abbigliamento che protegga dal vento: porta con te un giacca a vento in quanto l’Algarve è una zona particolarmente battuta da questo fenomeno atmosferico.
Costume da bagno? Beh si, un posto in valigia trovalo: sebbene non sia facile un bagno in queste acque cristalline (a causa di una temperatura fredda anche in piena estate) non farti scappare la possibilità di una tintarella in una delle sue meravigliose spiagge!

Lo sapevi che...
  • Nessun problema con la lingua: in Algarve molti parlano inglese, dai bambini a, spesso, anche i più anziani.
  • L’Algarve è la regione continentale più a sud-ovest di tutta l’Europa. Scatta una foto ricordo alle meraviglie scogliere di Cabo de São Vicente: più a sud-ovest di qua sarà impossibile andare in  Europa!
  • Quasi tutte le parole che in portoghese iniziano con “AL” (regioni e città: Algarve, Albufeira, Almancil; nomi comuni: Alface, Almondegas…etc) sono termini importati dalla dominazione araba.

Vale il viaggio

L’escursione alle grotte di Benagil è sicuramente una delle escursioni più emozionanti che si possono fare in Algarve.
Sebbene la particolare conformazione delle scogliere sia visibile anche via terra ti consiglio di prendere parte ad una delle tante escursioni che si organizzano in barca.
Dal mare sarà possibile godere di una prospettiva unica che ti lascerà davvero a bocca aperta.
Il mio consiglio è quello di partire il prima possibile (l’ideale è essere i primi della mattina) in quanto l’Oceano rende ad “innervosirsi” verso metà mattinata rendendo l’escursione in barca sicuramente più scomoda.
Nessun problema di sicurezza: le barche non escono con il mare mosso o con troppo vento: le onde sono davvero imponenti e tutto il tour si sviluppa a poche decine di metri dalla costa frastagliata e sarebbe troppo pericoloso con un mare non adeguato.
La grotta di Benagil è caratterizzata da un meraviglioso lucernario naturale ampio circa 20 metri, proprio come il rosone di un’immensa cattedrale naturale. All’interno della grotta l’unico suono che sentirai sarà lo sciabordio del mare che risuonerà all’interno della cavità.
Davvero emozionante!

Da non perdere

In Algarve cerca di ritagliarti almeno un’ora per ammirare la meravigliosa scogliera di Cabo de São Vicente, il punto più a SudOvest dell’Europa continentale.
Lascia che il vento scompigli i tuoi capelli e goditi un panorama meraviglioso fatto di scogliere alte decine di metri battute da onde che nei giorni di bufera superano anche i 30 metri!
Parcheggia l’auto in prossimità del faro, mantieniti alla giusta distanza di sicurezza dallo strapiombo delle scogliere e respira a pieni polmoni l’atmosfera che troverai a Cabo de São Vicente, il luogo più affascinante di tutta l’Algarve!

E questi cosa sono? Unghie di drago?

Il nome scientifico è Pollicipes pollicipes ma a tavola sono noti come percebes, piccoli crostacei vivono aggrappati alle scogliere battute dalle fredde onde oceaniche.

Il sapore è quello dei molluschi freschi: per aprirli si deve strappare l’artiglio con le mani e mangiare la polpa all’interno.

Sebbene l’Algarve non sia propriamente il luogo migliore per pescarli (sono una specialità della Galizia e del nord del Portogallo) in Algarve è frequente trovarli nei ristoranti.

Non esitare a provarli almeno una volta!

Algarve, dove il tempo si è fermato

Il paesaggio dell’Algarve ha qualcosa di magico: la sabbia dorata, l’acqua del mare cristallina, le case con le facciate bianche dove brillano qua e là le tipiche azujoles, le strade piene di buganvillea.
Se a tutto questo aggiungiamo il clima, con giornate di sole splendido in estate e temperature miti in inverno e poche piogge si comprende il significato di un detto locale che dice: “L’estate viene a trascorrere l’inverno in Algarve

Spiagge nascoste accessibili solo a piedi o in barca, spiagge ricche di attività di intrattenimento degne dei migliori resort e spiagge più selvagge: ce n’è davvero per tutti i gusti.

Non è però solo la Natura ad essere protagonista in Algarve: i centri storici pittoreschi, con le loro strade strette e tortuose, di solito hanno una lunga storia da raccontare, e le case caratteristiche bianco-calce testimoniano i secoli di occupazione moresca. 

Qui potrai incrociare zingari (ben integrati) con il carretto e il cavallo intenti a vendere vongole, frutta e verdura per strada.

In Algarve incrocerai anziani che, con il loro cappello e bastone, giocano a carte fuori dalle loro abitazioni anche a ridosso della strada.

Si respira ovunque un senso di sicurezza. Un pò di attenzione non guasta ma l’Algarve è un posto dove non ci si sente mai in pericolo.

In Algarve le barriere architettoniche stanno diminuendo e anche per un disabile motorio è possibile accedere ad un numero di servizi sempre maggiore.

Al tuo rientro a casa dall’Algarve non ho dubbi tu possa provare, di tanto in tanto, la tipica saudade portogheseuna parola che non può essere tradotta né in inglese né in italiano e che definisce una specie di forte sentimento di mancanza di qualcuno o di qualcosa.

cosa visitare

Come organizzare al meglio sette giorni in Algarve

La regione portoghese dell’Algarve è una regione che può essere visitata in una settimana. Se hai solo sette giorni a disposizione questo è l’itinerario che ti consiglio: un tour completo da affrontare senza fretta (paradossale in un luogo che ha nel relax il suo punto di forza).

Il momento di partire è arrivato: finalmente in…Algarve!
Scegliere un periodo migliore per venire qua è secondario in quanto questa magnifica regione del Portogallo, grazie alle temperature costantemente miti, è godibile tutto l’anno. Noi abbiamo deciso di sfruttare un pugno di giorni, sette per l’esattezza, a cavallo delle festività di Aprile.  
Ho studiato l’itinerario nelle ultime settimane cercando di ipotizzare un percorso logico che ci permetterà di vedere i punti di interesse principali: partiremo da Faro, la capitale della regione, dove noleggeremo un’auto per la massima libertà di spostamento e ci dirigeremo direzione Ovest. Al rientro supereremo Faro per andare in direzione Est verso la Spagna prima di fare rientro in Italia.

Che il viaggio abbia inizio!

Giorno 1 – Faro

Atterriamo di prima mattina al comodo aeroporto internazionale di Faro: ci accoglie un tempo variabile, non freddo ma molto ventoso. Nonostante non sia un estimatore del vento l’emozione di essere all’inizio di un nuovo viaggio rende tutto bello ed emozionante.
Sbrigate le formalità aeroportuali andiamo subito a prendere la nostra auto che abbiamo noleggiato dall’Italia. Il tempo di prendere confidenza con il traffico (davvero scarso) e andiamo velocemente a fare il check-in al nostro hotel. L’hotel Ibis di Faro si trova a meno di dieci minuti e raggiungerlo è un gioco da ragazzi.
Io e mia moglie ci sentiamo freschi e decidiamo di partire subito alla scoperta della città senza indugi: prima ci immergiamo nella realtà portoghese e meglio è!
Parcheggiamo in prossimità del porto (sarà il periodo ma per adesso il problema traffico sembra non esistere, tocchiamo ferro…)

Faro, la capitale dell’Algarve, è in realtà una piccola città circondata in parte da mura antiche: decidiamo di accedervi attraversando l’Arco de Vila, una delle quattro porte medioevali, ricavato in un delizioso castello medioevale dove è possibile ammirare, sulla facciata esterna, una statua di san Tommaso d’Aquino, patrono della città. 

Superato l’Arco ci immettiamo nella Rua do Municipio, la strada che che conduce al Largo da Sé, una delle piazze più famose di Faro con le sue piante di aranci e eleganti edifici come ilil Palazzo episcopale, il Seminario e soprattutto la meravigliosa cattedrale del XIII secolo. 

L’interno della cattedrale è un tripudio di elementi gotici, rinascimentali e barocchi (la cattedrale fu distrutta e ricostruita più volte) e meritano attenzione l’imponente organo rosso del XVIII secolo e le tipiche azulejos (le piastrelle di ceramica dipinte a mano lasciate in eredità dal domino moresco). Con un biglietto cumulativo visitiamo l’ossario, una cappella rivestita da ossa e teschi alquanto inquietante costruita nel XVI secolo e il campanile.
meglio dire quello è stato costruito, in quanto non fu mai completato. La salita verso la terrazza panoramica risulta più difficoltosa del previsto: i suoi gradini irregolari e usurati dal tempo rendono l’impresa difficile per un disabile nelle mie condizioni e pressoché impossibile per un disabile in sedia a rotelle.
Peccato.
Arrivati in cima però il panorama è splendido: la città è ai nostri piedi e la visuale del porto e della sua famosa laguna infondono pace e tranquillità. Accanto alle campane una cicogna ci osserva dal suo nido in maniera distaccata e non preoccupata.
Il vento ci impedisce di stare più del necessario e torniamo al piano terra decisamente soddisfatti.  
Ci addentriamo adesso nel centro storico della città senza particolari mete: da subito rimango affascinato dall’intreccio di vicoli, strade acciottolate, eleganti palazzi e dalle piazze incredibilmente silenziose.

La Cidade Velha (la città vecchia) è ricca di testimonianze lasciate dalle colonizzazioni che qui si sono susseguite nei secoli. 
Visitare il centro storico di Faro è un’esperienza rilassante, lontana dal caos dei centri storici di altre città europee.  

L’atmosfera del centro storico ricorda più quella di una piccola città sperduta del SudAmerica che quella di una città europea: la calma, il silenzio e il profumo degli aranceti che si respira qua regala un’atmosfera sospesa nel tempo.

Un luogo di Faro che vale la pena vedere è la zona portuale. Ci ritagliamo un pò di tempo per passeggiare sul lungomare dove vediamo ormeggiate numerose barche che decidiamo di osservare con calma in uno dei numerosi bar all’aperto che troviamo aperti. Il pomeriggio volge al termine ed il Sole inizia a tramontare regalandoci un momento di relax davvero appagante.
La giornata si chiude in bellezza in un ristorante sul lungomare di Olhao, un piccolo borgo a pochi chilometri da Faro nel quale ci abbuffiamo con un pesce davvero strepitoso in compagnia di Anna, la psicologa collaboratrice di questo blog che vive qua e che ci ha gentilmente accompagnato e dopo il meritato riposo in hotel

Sveglia presto oggi, una giornata dove ci sposteremo verso Ovest e proveremo a visitare qualche posto particolare. Colazione abbondante per fare il pieno di energia, check out impeccabile e saliamo in auto. La giornata non è bella, un pò di pioggia vuol provare a rovinarci i piani cn il risultato, però, di aumentare il fascino dell’atmosfera che si respira in Algarve.

Il primo borgo che vogliamo visitare è Loulé, una tradizionale località di mercato portoghese molto apprezzata da un turismo presente ma mai eccessivo.
Puntiamo il navigatore al castello, una delle attrazioni del paese, e parcheggiamo senza problemi.
La pioggia si riduce a una fastidiosa umidità che purtroppo rende difficile la mia deambulazione sui ciottoli di un centro storico carino ma molto sdrucciolevole. Per evitare problemi decidiamo di visitare solo alcune attrazioni al coperto e lasciare il resto magari quando torneremo indietro nel tour.
Dal castello iniziamo quindi a dirigerci verso il mercato centrale, sicuramente l’attrazione più importante della piccola cittadina.
Il centro storico di Loulé è un dedalo di vicoli acciottolati ricchi di edifici tradizionali e piccoli laboratori artigianali non sempre pianeggianti: seppur adori questo genere di centro storico ho qualche difficoltà nel gestire le salite e le discese con il rischio concreto di scivolare.
Nonostante queste difficoltà che con un pò di attenzione riesco a superare assaporo un paese
 ricco di carattere dai ritmi rilassati e blandi: sono pochi i turisti come noi (forse anche perché è il sabato che Loulé si risveglia con il suo frenetico mercato ed oggi è venerdì…) e né gli abitanti né i commercianti sembrano fare particolare attenzione a noi.
raggiungiamo finalmente la principale attrazione di Loulé: 

il mercato di Loulé (Mercado de Loulé) che altro non è che un mercato coperto in stile arabo, le cui bancarelle vendono oggetti realizzati a mano, prodotti locali e pesce fresco.

Questa struttura decisamente enorme per il contesto di piccola città fu inaugurato nel 1908 e appare subito come un mercato bello, pulito e molto curato.
Tutto intorno siamo circondati da affollate vie dedicate allo shopping, piazze alberate e complessi di vicoli rimasti pressoché inalterati dall’epoca medievale. 
Un giro fra le bancarelle è d’obbligo soprattutto oggi che di persone in giro non ce ne sono molte: ricca e abbondante la scelta di souvenir fatti a mano così come tutti i generi alimentari fra i quali spicca una varietà di pesce davvero interessante.
Proseguiamo il nostro breve tour di Loulé provando a trovare una piccola perla che non tutte le guide evidenziano: la Ermida de Nossa Senhora da Conceição una piccola cappella in pieno centro storico di una bellezza 

sconvolgente: una cappella completamente rivista di azujoles che non può lasciare indifferenti: ovunque è un tripudio di ceramica colorata e mi lascio trascinare dalla bellezza di ogni singolo dettaglio dipinto completamente a mano. Un ottimo modo per salutare Loulé, un borgo che ci è piaciuto davvero molto.

Pranzo veloce senza perdere troppo tempo per rimetterci in marcia destinazione Benagil. Puntiamo decisi all’hotel che ci avrebbe ospitato la notte successiva e poi non essere più schiavi dei bagagli e girare più tranquillamente in auto.

Dopo un rapido check-in in un hotel davvero delizioso dove pernotteremo per le prossime due notti usciamo in auto a prendere confidenza con la zona dirigendoci al punto di partenza delle escursioni alle grotte di Benagil per capire se sia possibile prenotarci per il giorno successivo.
Purtroppo non siamo fortunati: il giorno successivo non sono previste escursioni per il maltempo ma confidiamo nel giorno successivo, con previsioni in deciso miglioramento.

In direzione Carvoeiro, un piccolo borgo vicino Benagil, siamo incuriositi dall’indicazione di un faro sulla scogliera: io e mia moglie non sappiamo resistere da sempre al fascino di un faro e seguiamo incuriositi il cartello.
Giungiamo quindi al Farol de Alfanzina: un normalissimo faro senza particolare fascino davanti al quale notiamo un parcheggio dove inizia una comodissima passerella in legno che sembra andare verso il mare.
Intuizione perfetta: la struttura in legno, perfettamente accessibile anche ad un disabile in carrozzina, ci permette di fare una passeggiata meravigliosa prima che sopraggiunga il tramonto.
Sotto di noi una costa scogliosa e frastagliata perennemente battuta da onde fragorose che intervallano il silenzio meraviglioso di questo angolo dell’Algarve
La passerella termina alle porte di Carvoeiro che appena meravigliosa da questa prospettiva, con la sua splendida spiaggia sottostante quasi deserta. Il tempo di riposarsi su una panchina per poi torna
re indietro per la cena.

Passiamo una notte meravigliosa in hotel che si trova in una zona silenziosa e circondata dalla natura. Il tempo è in miglioramento (e questo dettaglio ci rende ottimisti sull’escursione alle grotte di Benagil del giorno seguente) ma è il momento di pensare ad oggi. 

La giornata inizia con la visita a Silves e, più precisamente, al suo magnifico castello.
Parcheggiamo nel comodissimo e ampio parcheggio nella parte sud della città e con una brevissima passeggiata siamo già nel centro storico della città.

Silves è un borgo molto affascinante e tranquillo e passeggiando nei suoi vicoli sono ben presenti le tracce del suo illustre passato. Durante il dominio dei mori (IX-XII secolo) Silves du un’imponente fortezza e centro del commercio di tutta l’Algarve (ne fu anche la capitale). 

Il centro storico di Silves non è molto grande e si può esplorare facilmente a piedi sebbene non sia particolarmente comodo per un disabile in carrozzina (una costante che sto trovando in ogni borgo di questa regione, soprattutto nei centri storici). Attenzione alla strada acciottolata che conduce al castello: è inaspettatamente ripida e richiede un pò di sforzo

Il castello è indubbiamente il punto di forza e la principale attrazione della città: pieno di barriere architettoniche che ne impediscono il pieno godimento ad un disabile in sedia a rotelle, necessita di almeno 40 minuti per una visita completa che culmina con una meravigliosa passeggiata sulle sue mura dalle quali è possibile godere di un panorama straordinario.

Silves è fantastica da esplorare e presenta il tipico carattere portoghese caratterizzato da bar con dehor, stradine acciottolate e un ritmo di vita piuttosto rilassato. Un’altra perla dell’Algarve che merita davvero di essere visitata.

Il pranzo si avvicina e decidiamo di spostarci in direzione Alte che si trova a poca distanza. Parcheggiamo nella piazza principale e ci addentriamo senza direzione nei suoi bianchi vicoli silenziosi perfettamente esaltati da un Sole che ha deciso di farci compagnia.

Da subito l’atmosfera qua ci risulta totalmente diversa da località più turistiche come Faro o Silves: ovunque si respira la classica aria portoghese e i camini bianchi delle case, sapientemente decorati da sembrare merletti, incorniciano un paese dove sembra facile trascorrere un’ora nella pace e della tranquillità.

La caratteristica che ha reso famosa Alte è la Fonte Pequena e la Fonte Grande, delle grandi piscine naturali che attirano, soprattutto nei mesi estivi, moltissimi bagnanti che si allontanano dal mare per tuffarsi in queste limpide acque magari facendo il picnic all’ombra degli alberi secolari.
Oggi siamo particolarmente fortunati e ci imbattiamo in maniera del tutto casuale in una festa del paese: ovunque i barbeque sono accesi e le sedie e tavoli in pietra sono prese d’assalto da moltissime persone.
La musica dal vivo rende tutto più bello e divertente e i bambini giocano con i kayak messi a disposizione dalle comunità.
Impossibile resistere alla tentazione di assaggiare una specialità del luogo: le lumache che adoriamo immediatamente.

Peccato solo vedere una grande struttura (forse un tempo un ristorante) che appare oggi pericolosamente abbandonata. Pare una forte contraddizione la frase del 

poeta Fernado Pessoa che si trova proprio davanti e che recita in portoghese “Dio chiede, l’uomo sogna, l’opera nasce“.
L’atmosfera è davvero molto piacevole e prendere un pò di Sole al ritmo dei balli che si stanno consumando davanti a noi è quello che ci vuole per ricaricarci e proseguire nella nostra giornata.

È il momento di andare a dare un’occhiata ad Albufeira, per soddisfare la nostra curiosità e capire se davvero questa città è così viva tanto da meritarsi l’appellativo di capitale del divertimento dell’Algarve. 
La sensazione di essere in un’altra città (sotto tutti i punti di vista) appare evidente fin da subito: il parcheggio è difficile da trovare tanto che si rende necessario allontanarsi dal centro abitato.
Non tutti i mali però vengono per nuocere: troviamo posto a pochi passi da una splendida piazza che domina dall’alto il centro storico e dalla quale parte il trenino panoramico che permette di fare il giro della città: non ce lo lasciamo dire due volte e decidiamo di fare un giro completo per iniziare ad apprezzare la città senza lo stress di guidare.

Il centro storico è l’antico centro di Albufeira è costituito da piazze e strade dalla tipica atmosfera portoghese nelle quali si trovano numerosi ristoranti e negozi. Questa zona è dominata dalla Praia dos Pescadores, una immensa e tranquilla spiaggia che sembra essere meta perfetta per famiglie con bambini. Proseguendo oltre eccoci alla Città Nuova, una parte della città che si estende per 2 chilometri ricca di moderni hotel e complessi residenziali.

Il trenino si spinge fino alla Strip, una strada piena zeppa di locali e discoteche già piena di gente nel tardo pomeriggio.
Il giro nel trenino termina e non resta che vedere a piedi quello che abbiamo visto fino a pochi minuti fa dalla strada. Comodissima la scala mobile esterna che porta nel sottostante centro storico e che ci permette di risparmiare una lunga passeggiata.

Un’accortezza che tante persone con problemi di deambulazione troveranno di sicuro apprezzeranno.

Arriviamo velocemente al centro storico e da li proseguiamo in direzione porto dove riusciamo a toccare con mano Praia do Tunel, una delle spiagge cittadine della città, attraversando un tunnel scavato dentro le stesse scogliere (da qui il nome) che troviamo praticamente deserta e che ci permette di godere di qualche minuto accarezzato dall’ultimo Sole della giornata e un mare che si sta velocemente calmando. Gli stabilimenti balneari sono chiusi e questo permette di ammirare la spiaggia in tutta la sua bellezza.
Cerchiamo un ristorante in zona (la scelta è davvero immensa anche se constatiamo che il rapporto qualità/prezzo è decisamente sfavorevole, soprattutto se paragonato con i ristoranti usati fino adesso) e terminiamo la serata splendidamente prima di rientrare in hotel.

Albufeira è sicuramente una città ricca di contrasti: famosa per essere vicina alle spiagge più bella di tutta l’Algarve (comode e accessibili per tutti) alterna un centro storico comodo e moderno alla sua indole giovane e moderna che si rispecchia nell’Avenida Infante Dom Henrique (detta anche The Strip)  completamente devota all’intrattenimento serale. 
Sicuramente una città adeguata ad un turismo accessibile e questo è un punto decisamente a suo favore.
Forse la città dove l’atmosfera portoghese si avverte poco ma non per questo meno meritevole di una visita.

Giorno 4 : Benagil

Colazione presto stamani: il tempo è bello e il vento sembra essersi calmato. Condizioni perfette per l’escursione in barca alle Grotte di Benagil. Vogliamo essere fra i primi però, non si sa mai che le condizioni del vento possano peggiorare.

NB: Arriva presto al piccolo porto della città perché trovare posto per la macchina è sempre più difficile durante la giornata: il piccolo porticciolo si trova alla fine di una strada che scende piuttosto ripidamente e più macchine ci sono e più sarai costretto a parcheggiare in alto (al ritorno la salita si fa sentire…) 

L’escursione in barca purtroppo è davvero difficile per un disabile in carrozzina e la conferma viene dal fatto che non esiste pontile: le barche arrivano direttamente in spiaggia e aspettano l’onda giusta (oltre alla forza di una decina di persone) per rientrare in acqua.
Dopo un curioso modo di salire che mi hanno dedicato (mi hanno preso direttamente sulle braccia e tirato su come se fossi un fuscello) si parte! 
L’escursione è davvero emozionante e permette di vedere da una prospettiva privilegiata questo tratto di costa frastagliato e ricco di grotte, una più bella dell’altra.
Ovviamente la più scenografica non può che essere quella di Benagil che si visita praticamente subito.

Le altre però non sono da meno e le onde rendono gli accessi pieni di adrenalina: il pilota dimostra sangue freddo e una bravura eccezionale trovando i tempi perfetti fra un’onda e un’altra degni di un campione di surf. In una grotta, in particolare, è possibile entrare  uscire solo nel momento della risacca dell’onda altrimenti l’apertura sarebbe troppo bassa.
Davvero emozionante vedere la partenza a razzo nel momento giusto per uscire e tornare in mare aperto! 

L’escursione dura qualche ora ed è sicuramente un’esperienza ci ti consiglio davvero di fare.
Torniamo al porto, risaliamo in macchina e cerchiamo un posto dove mangiare.
Dopo pranzo decidiamo di andare a visitare un luogo davvero meraviglioso: Ponta da Piedade.
Il parcheggio è comodo e permette di avvicinarsi davvero molto al percorso (piuttosto comodo anche se non perfettamente lineare: potrebbe essere un limite per un disabile in sedia a rotelle) che ci permette di raggiungere la scogliera dall’alto. 

Le scogliere del promontorio di Ponta da Piedade sono una delle più belle attrazioni naturali più belle di tutta l’Algarve.

Qui la costa calcarea è formata da pilastri marini di una eleganza che solo la Natura è in grado di dare. Dall’alto è possibile vedere archi rocciosi, grotte nascoste e baie battute incessantemente dalle onde. Un luogo meraviglioso e ricco di fascino: le scogliere dal colore dorato contrastano con le acque turchesi creando uno spettacolo davvero mozzafiato.

Decidi tu quanto stare qua e deliziare gli occhi con questa meraviglia: noi, senza rendercene conto, ci abbiamo passato il pomeriggio intero senza il minimo rimorso di non aver visto altro nella giornata.

Giorno 5 : Sagres e il sud-ovest dell’Europa

Dopo un’ottima colazione salutiamo definitivamente il nostro hotel Casa Azul con un rapido check out e proseguiamo il nostro viaggio verso Ovest. L’obiettivo si oggi è andare a toccare il punto più a sud-ovest di tutta l’Europa continentale che coincide con il Cabo de São Vicente. Per raggiungerlo è necessario superare la piccola città di Sagres (che visiteremo dopo) imboccando la strada statale N268 che chilometro dopo chilometro taglia un territorio sempre più deserto e aspro.
Più ci avviciniamo e più è evidente che questa parte dell’Algarve è davvero una ricca di paesaggi mozzafiato e un susseguirsi di bellissime (anche se difficili da raggiungere) spiagge, spesso completamente deserte.
Raggiungiamo il parcheggio in prossimità del faro: siamo in un luogo davvero emozionante.
IlCabo de São Vicente, l’estremità sud-occidentale del continente europeo, ci accoglie subito con un vento costante anche se non eccessivo.Sotto di noi enormi scogliere di 75 metri si innalzano al di sopra di acque mosse da onde che oggi – dicono – essere anche calme. Sarà, ma a giudicare dagli spruzzi qualche metro lo sono anche oggi..
Davanti a noi il Farol, uno dei fari più potenti del Portogallo che può essere visto dal mare fino fino a 50 km ddi distanza. Inutile, oltre che pericoloso, avvicinarsi troppo 

alla punta della scogliera: una dimostrazione di stupidità e incoscienza che lascio volentieri ad altri. Anche perché camminare su queste rocce per me è piuttosto complicato anche se alla fine ce l’ho fatta

Il carattere di questo promontorio è decisamente forte: qui i cambiamenti climatici sono repentini ed il vento la fa da padrone, motivo per cui il turismo di massa se ne sta alla larga. 

Andiamo con piacere a visitare il faro rosso, un faro di medie dimensioni (24 metri) che risale al 1846 e fu costruito dove un tempo c’era un convento francescano. Un bar e un piccolo museo completano una visita che qui non vorremmo terminasse mai.

Decidiamo di rientrare destinazione Sagres dove daremo un’occhiata al paese e mangeremo qualcosa per pranzo.
La principale attrazione turistica di Sagres è il Forte di Sagres, una struttura difensiva unica nel suo genere, perché è costituita da un singolo muro e con gli altri tre lati protetti dalle ripide scogliere. Il forte è dabvero enorme anche se molto dispersivo: al suo interno è possibile fare lunghe passeggiate (totalmente accessibili per tutti), vedere una piccola cappella, una rosa dei venti e spettacolari e infinite viste sulle massicce scogliere. 
Noi un giro intero non riusciamo a farlo anche perché abbiamo voglia di vedere anche altro ma avere un paio d’ore a disposizione lo permetterebbe senza problemi.
L’assenza quasi totale di turisti permette per gran parte del tempo di sentirsi soli nei confronti del mondo e non nascondo che la sensazione ci stia piacendo davvero molto.

Rientriamo in auto e andiamo a cercare un ristorante che troviamo poco distante nel quale abbiamo la possibilità di assaggiare anche i famosi percebes, curiosi molluschi che ricordano molto unghie di drago. Una volta presa confidenza con l’originale modo di aprirli sono una delizia.

Prima di rientrare verso Lagos una visita al piccolo borgo di Sagres è d’obbligo.
Il piccolo centro di Sagres ha un aspetto fatiscente e apparentemente poco curato. 

ma assolutamente in sintonia con l’atmosfera che si respira in questa parte dell’Algarve. Ho trovato interessante la zona del porto che si trova subito a est del centro cittadino lungo la costa orientale. Durante tutto il giorno le barche dei pescatori scaricano il pescato e non è così difficile trovare piccoli gruppi di surfisti intenti a sistemare le mute e le loro tavole. Dall’altra parte del porto c’è la splendida spiaggia di Praia de Mareta, luogo perfetto per crogiolarsi al Sole e godere di evoluzioni spettacolari dei surfisti.
Una giornata meravigliosa all’insegna della Natura.
Un angolo davvero meraviglioso di una regione, l’Algarve, che ci stupisce sempre più ogni giorno che passa.

Giorno 6 : Faro e la sua laguna

È arrivato il momento di rientrare direzione est. Facciamo colazione e decidiamo di prendercela comoda.
Il viaggio non è così lungo per tornare a Faro e abbiamo la possibilità di fare due soste prima di essere a pranzo in città. Peccato che entrambe le visite non è stato possibile farle, erano chiuse.
Per dovere di cronaca però le segnalo sperando che tu sia più fortunato di noi: si tratta della meravigliosa la chiesa di Almancil e di una visita alle rovine romane di Milreu.

Arriviamo a Faro in tempo per un pranzo e dubito dopo decidiamo di prendere parte ad una interessante escursione in barca nella magnifica laguna davanti alla città.

La barca, non del tutto accessibile ad un disabile (soprattutto se in carrozzina) scorre lentamente in questo paradiso che ad aprile risulta essere deserto e privo di turisti a prendere il sole. Un paio di soste ci permettono di fare anche rilassanti e rigeneranti passeggiate. Interessante la sosta all’isola di Culatra, dove vive una piccola e permanente comunità di pescatori che basa esclusivamente la sua economia sulla pesca sostenibile del Ria Formosa. 

A Culatra non ci sono né auto né strade ma soltanto sentieri di sabbia. Case colorate e un porto dove i pescatori vendono il pescato all’unico ristorante dell’isola.
Qui il tempo sembra davvero essersi fermato.

Giorno 7 : Tavira e Cacela Velha

La cosa bella di avere il volo di rientro dopo cena è che si ha ancora un giorno intero a disposizione per visitare una zona e decidiamo di metterci in marcia presto per godere appieno della giornata.

Oggi andiamo in direzione Spagna, più precisamente a Tavira, uno dei borghi più belli di tutta l’Algarve.

Parcheggiamo in zona piuttosto centrale e fin da subito ci rendiamo conto di avere davanti una città bella, storica e molto viva.
Sarà la vicinanza alla Spagna a rendere l’atmosfera più… fiesta e meno…saudade? Andiamo a scoprirla.

Tavira si trova sulle rive del fiume Gilão ed è considerata la più pittoresca località turistica dell’Algarve.
La visita alla città però presenta fin da subito alcune difficoltà per chi ha problemi di mobilità a causa di strade piuttosto strette, inclinate e dalla pavimentazione sconnessa.

Una piccola perla che troviamo casualmente è la camera oscura, nella quale è possibile prendere parte ad una visita guidata originale e tutto sommato divertente.
All’interno del serbatoio dell’acqua è stata creata una  

camera usando specchi accuratamente posizionati per proiettare un’immagine live della città su un tavolo gigante.
Bella e viva la parte della città che insiste sul lungo fiume, piena di bar e ristoranti davvero deliziosi.  
Il centro abitato è tagliato in due dal fiume e si caratterizza per il sapiente mix di architettura portoghese e moresca che si contrappone ai tanti edifici antichi perfettamente conservati. 

Passeggiare per le viuzze di Tavira e visitare alcune delle sue tantissime chiese è emozionante:  è un attimo rendersi conto che la mattinata è volata via… 

L’Algarve però ha ancora in serbo una sorpresa per noi, una piccola perla: si tratta di Cacela Velha, un pugno di abitazioni a pochi chilometri da Tavira.
Non è molto conosciuta e il turismo di massa, sebbene sia in costante crescita, ancora non la considera per fortuna meta obbligata eppure questo piccolo borgo è carico di fascino.
Cacela Velha è un insediamento molto antico e lo dimostrano i resti della muraglia medievale ancora perfettamente visibili. È però la colonizzazione moresca a lasciare le tracce più tangibili nel suo minuscolo centro storico, dalla struttura urbanistica e dalla toponomia delle strade.
È però il patrimonio paesaggistico a rende unica Cacela Velha e per la quale è stata candidata anche a diventare patrimonio Unesco: la palude formata dalla Ria Formosa qui si unisce con l’Atlantico creando un gioco d’acqua, sabbia e vegetazione che cambia costantemente con la marea.
Un paesaggio che non finiresti di guardare. Mai.
Parcheggiamo al grande parcheggio esterno e raggiungiamo immediatamente il piccolo porto superando l’unica chiesa del paese. La marea è bassa e questo ci permette di fare una passeggiata quasi surreale fra barche insabbiate, crostacei, molluschi e pesci intrappolati nelle pozze d’acqua in attesa che la marea si alzi.
Qua e là piccole imbarcazioni con qualche pescatore a bordo si spinge al largo ma si tratta davvero di eccezioni: il silenzio è irreale, quasi magico

L’Algarve è una regione che mi ha stupito, più di ogni mia più rosea aspettativa. Una regione ricca di contrasti: qui non ci sono monumenti capaci di lasciarti a bocca aperta come non ci sono bellezze paesaggistiche capaci di farti piangere dall’emozione. Nonostante questo però l’Algarve ti lascia qualcosa dentro. Ti lascia un carico di emozioni e di sensazioni che solo l’atmosfera portoghese è capace di trasmettere.
Qui la Natura è protagonista assoluta: il vento modella le rocce di scogliere meravigliose e le acque cristalline dell’Oceano sono più adatte ad essere cavalcate da una tavola di surf che da un pedalò.

Il popolo portoghese è un popolo fiero, cordiale, chiuso ma ospitale appena lo inizi a conoscere.

Le barriere architettoniche ci sono ma gli accorgimenti che sono stati presi permettono di fare una vacanza rilassante anche a un disabile in sedia a rotelle.

Mi capita ancora adesso di ripensare ai meravigliosi tramonti portoghesi, alle scogliere imponenti, agli incantevoli centri storici e i deliziosi ristoranti dove ho mangiato pesce eccezionale.
Ecco cos’è la famosa Saudade!

come arrivare

Come arrivare in Algarve

Il modo migliore per raggiungere le Algarve dall’Italia è sicuramente l’aereo. Scarterei tutte le altre opzioni per l’evidente lontananza dall’Italia (a meno che tu non abbia in programma un tour in auto lungo tutta la penisola iberica).

Raggiungere l’Algarve in aereo

Faro, col suo aeroporto internazionale, è la base naturale per raggiungere l’Algarve. La città portoghese si trova a pochi chilometri di distanza dall’omonimo scalo internazionale. Un aeroporto ben collegato con numerosi con voli diretti da tutta Europa. All’uscita è possibile utilizzare due linee di autobus che consentono di raggiungere il centro in pochissimo tempo.

Alternative altrettanto valide sono Lisbona e Siviglia. Dalla capitale portoghese è possibile raggiungere l’Algarve in Treno (in meno di quattro ore) oppure è possibile noleggiare un’auto e percorrere circa 250 chilometri per arrivare a Faro.

Se Lisbona non fosse comoda o economica l’opzione Siviglia è altrettanto interessante con un noleggio auto che spesso risulta più economico.

 

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